Intervista all'adunata alpini ad Alzano Lombardo

L’elogio alla comunità degli Alpini



Ottomila alpini si sono dati appuntamento ad Alzano Lombardo per la 26ª adunata sezionale dell'Ana (Associazione nazionale alpini), in occasione dell'85° di fondazione. Hanno sfilato per le vie del paese con i gonfaloni dei Comuni, i 200 gagliardetti dei gruppi bergamaschi, i vessilli delle sezioni ospiti, delle associazioni d'Arma e della Federazione internazionale dei soldati di montagna (Ifms).
Erano presenti, inoltre, le fanfare alpine della sezione di Bergamo, i rappresentanti del Consiglio sezionale, i cori Ana, gli applauditissimi reduci e tutti i gruppi orobici.
Al termine della sfilata le penne nere hanno ricevuto i saluti e i ringraziamenti delle autorità intervenute: Roberto Anelli, sindaco di Alzano Lombardo, Marcello Raimondi, sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia, Antonio Gregis, capogruppo degli alpini di Alzano, il deputato Nunziante Consiglio, il presidente provinciale dell’Ana Antonio Sarti e il consigliere nazionale Antonio Arnoldi.

Stiamo correndo per ricostruire il nostro Paese

Un incarico per lavorare sui grandi temi regionali

Marcello Raimondi è stato nominato da Roberto Formigoni sottosegretario alla Presidenza per l'attuazione del programma regionale: un incarico molto impegnativo e di grande prestigio per la provincia bergamasca.
"L'incarico affidatomi rappresenta al tempo stesso un grande onore e un grande stimolo soprattutto per la fiducia concessami dal presidente. Un incarico che, nei prossimi anni, mi porterà a lavorare a stretto contatto con lui per affrontare i grandi temi regionali. Penso in particolare all'Expo 2015 e a tutto ciò che sarà necessario realizzare per arrivare preparati a quella data. Le politiche negoziali, come gli accordi di programma, cui il presidente ha dato un grosso impulso negli ultimi anni, rappresentano ormai uno dei cardini dell'azione di governo regionale".

Oasi Valpredina: la Regione dà l’ok ai nuovi confini

Bella stagione fa rima con vita all’aria aperta. E per ristorarsi dal gran caldo e dall’inquinamento della città, si cercano volentieri luoghi immersi nella natura. Senza andare troppo lontano, i bergamaschi possono approfittare della riserva naturale di Valpredina, un’area protetta e gestita dal WWF, che da oggi amplia i propri confini.

Dopo aver acquisito il parere positivo della Provincia di Bergamo e della Commissione consiliare “Ambiente”, il Consiglio regionale della Lombardia ha infatti accolto la richiesta di annettere altri terreni, di proprietà sempre del WWF, così da rendere l’estensione della riserva più omogenea e per valorizzare i luoghi che possiedono un’alta valenza naturalistica. Si possono, infatti, trovare le nidificazioni di rari uccelli rapaci e vi sono le condizioni per l’insediamento di caprioli e piccoli mammiferi.

«Le finalità previste da questo provvedimento –spiega Marcello Raimondi, consigliere regionale e relatore dell’iniziativa– sono quelle di tutelare e conservare le caratteristiche naturali e paesaggistiche dell’area, oltre a disciplinare e controllare la fruizione del territorio ai fini scientifici e didattico-ricreativi. E’ infine prevista la programmazione di attività agricole tradizionali, di attività silvo-pastorali e in genere di tutte le attività umane in maniera armonica con le esigenze del territorio».

L’oasi di Valpredina nasce grazie ai terreni che, nel 1983, i coniugi Enzo e Lucia Bardoneschi fecero all’Associazione italiana del World Wildlife Fund for nature Onlus. La zona venne istituita come “area protetta” e classificata come “Riserva naturale parziale di interesse forestale e paesistico”, con un’estensione di circa 90 ettari, di cui 37 già istituiti a Riserva naturale, il cui piano di gestione è stato approvato nel 1997. Con l’ampliamento approvato dalla Regione, si aggiungono terreni per altri 10 ettari complessivi, che rappresentano un importante potenziale di biodiversità.

Apre il bando casa

Un aiuto concreto per l’acquisto della prima abitazione e per pagare l’affitto arriva dalla Regione Lombardia che, con un finanziamento record di quasi 100 milioni di euro, torna in campo per sostenere la famiglia e il diritto alla casa. La Giunta regionale ha infatti deliberato il nuovo bando di sostegno all’acquisto della prima abitazione legato alla legge regionale n. 23 del 1999, che si aggiunge ai contributi per lo Sportello Affitto 2008 già approvati negli scorsi giorni.

“Si tratta di incentivi concreti a favore delle famiglie lombarde –spiega Marcello Raimondi, consigliere regionale bergamasco di Forza Italia e presidente della Commissione Casa e Territorio-. Il Governo di Formigoni in questi anni ha messo a disposizione un impegno finanziario notevole, mutando decisamente l’impostazione data in passato a questo genere di interventi. Oggi infatti siamo passati dal concetto di edilizia pubblica a quello di edilizia sociale: non c’è più solo l’ente che dà la casa, ma si incentivano anche le famiglie aiutandole ad accedere al mercato immobiliare”.

Seimila euro a 6.500 famiglie

In particolare, grazie a uno stanziamento record di 40 milioni di euro, il bando per l’acquisto della prima casa prevede un assegno di 6.000 euro – mille euro in più rispetto al passato- per circa 6.500 famiglie.
“Con lo scorso bando, di cui è ancora in atto l’istruttoria, hanno ottenuto i contributi ad oggi 1.300 famiglie, di cui circa 350 bergamasche -precisa Marcello Raimondi-. Dopo Milano, la nostra provincia è quella che, anche nei bandi precedenti, ha ottenuto più contributi rispetto alle altre.”.
In particolare, il bando prevede che 25 milioni di euro siano destinati alle giovani coppie, che non devono aver superato i 40 anni e devono essere sposate da ottobre 2007 o avere intenzione di sposarsi entro il 30 giugno 2009. I restanti 15 milioni sono invece riservati, in ordine di priorità, alle gestanti sole, ai genitori soli con almeno un figlio minore a carico, ai nuclei familiari con tre o più figli.
La situazione economica del nucleo familiare è definita in base al reddito complessivo dell'intero nucleo. Il meccanismo di calcolo si basa sui parametri dell’ISEE (l’Indicatore della situazione economica equivalente) e non deve superare i 30 mila euro.
L’abitazione oggetto di agevolazioni non deve avere un valore superiore ai 200 mila euro e non inferiore a 25 mila.

Le domande al Caaf

“Le domande possono essere presentate presso i Caaf –precisa Raimondi-. Abbiamo infatti ritenuto utile per i cittadini avvalersi ai fini della raccolta delle domande della collaborazione dei centri autorizzati di assistenza fiscale presso i sindacati, i comuni, le associazioni di categoria. Ciò semplifica notevolmente le procedure: i Caaf hanno infatti una presenza capillare sul territorio e dispongono di programmi informatici che rendono l’iter burocratico più snello e veloce”.

51 milioni di euro per lo Sportello affitto 2008

“Grazie allo stanziamento di 51 milioni di euro, lo Sportello Affitto aiuterà quest’anno circa 50 mila nuclei familiari”, spiega Raimondi. Aperto dal 15 luglio fino al 31 ottobre, lo Sportello distribuisce contributi alle famiglie in difficoltà nel pagare l’affitto e che, in riferimento alla situazione economica del nucleo familiare, hanno un valore massimo di ISEE pari a 12.911 euro.

Le domande possono essere presentate presso i Comuni di residenza o, anche in questo caso, presso i Caaf.

Sicurezza stradale, dalla Regione 40 milioni di euro

A fronte della gravissima situazione di emergenza stradale che sta mietendo vittime soprattutto tra i giovani, la Giunta di Formigoni ha approvato un nuovo bando regionale per il miglioramento della mobilità stradale e della sicurezza che prevede, tra il resto, l’adeguamento dei guard rail a protezione dei motociclisti, illuminazione più efficace nei tratti curvilinei, il posizionamento di impianti di sos e antincendio nelle gallerie.
“A seguito dei numerosi incidenti che hanno funestato la Lombardia e, in particolare, la Bergamasca, sto pensando alle 24 vittime di incidenti con la moto avvenuti dall’inizio dell’anno nella nostra provincia, la Regione Lombardia ha deciso di dare un segnale forte e fattivo con la messa in campo di 40 milioni di euro –spiega Marcello Raimondi, presidente della Commissione Infrastrutture del Consiglio regionale e promotore del Gruppo di lavoro Intercommissioni sulla sicurezza stradale-. Assumiamo questo impegno di spesa nella convinzione che una sola vita umana sprecata in un incidente stradale sia per noi inaccettabile”.
Nello specifico, il bando prevede risorse regionali Frisl, il Fondo di ricostruzione di infrastrutture sociali in Lombardia, per strade provinciali e comunali extraurbane ed è destinato ai Comuni singoli o associati e alle Provincie. L’entità dei contributi, sotto forma di un prestito senza interessi a rimborso ventennale, è fino a un massimo del 90% della spesa ammissibile. Sono previsti contributi a fondo perduto fino al 50% per i piccoli comuni (quelli sotto i 2000 abitanti) e per gli interventi previsti all’interno della programmazione negoziata regionale. Le domande possono essere presentate dal 25 luglio -data di pubblicazione del bando sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia – al 26 gennaio 2009.
Due le tipologie di interventi ammessi al bando: quelli per la messa in sicurezza delle gallerie, tra cui il rifacimento della segnaletica, la realizzazione di piazzole e vie di fuga, il posizionamento di impianti antincendio, di rilevamento dei gas inquinanti e di smaltimento degli stessi tramite un’opportuna ventilazione, il rifacimento della pavimentazione con tecnologie finalizzate alla riduzione dell’inquinamento e del rischio incendio; e quelli per la realizzazione di impianti tecnologici a favore della sicurezza e di monitoraggio per il governo della mobilità, anche alimentati da fonti energetiche rinnovabili. All’interno di questa tipologia di interventi sono previsti i dispositivi per la rilevazione automatica della velocità, i pannelli per il miglioramento della comunicazione e della sicurezza, le segnalazioni luminose, l’installazione di videocamere per la sorveglianza di punti critici e, soprattutto, il posizionamento di dispositivi anche di tipo sperimentale per la protezione dei motociclisti.
“Questa iniziativa della Giunta si inserisce in una logica di sistema regionale a favore della sicurezza stradale che prevede, entro il 2010, la riduzione degli incidenti stradali del 50% rispetto al 1999 – precisa Marcello Raimondi-. E’ all’interno di questa strategia condivisa che il Consiglio regionale ha deciso di istituire il Gruppo di lavoro intercommissioni che, per la prima volta in Regione Lombardia, si occupa in modo interdisciplinare e condiviso di un tema come la sicurezza stradale, che ha ormai raggiunto dimensioni catastrofiche. E’ infatti divenuto indispensabile acquisire una cultura e una sensibilità diversa, una visione a trecentosessanta gradi per mettere a punto una politica della sicurezza stradale che possa essere in grado di fornire risposte concrete ai cittadini, orientando in modo organico e integrato i singoli specifici interventi per contrastare il fenomeno degli incidenti stradali”.

Leggi la rassegna stampa

01/08/08

Nazionale

Avvenire - Un ricorso può salvare Eluana

Corriere della Sera - La vittoria di teodem e rutelliani “E ora la legge anti-eutanasisia”

Il Giornale - Lodo, Veltroni molla l’Idv: il referendum? Un autogol

Il Giornale - Berlusconi: all’Italia serve un bel drizzone

Libero - Chi protesta vota Lega Ma poi spesso la tradisce


Rassegna stampa 01/08/08

Grandi opere, basta ritardi: la Lombardia ha la sua legge

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge per la realizzazione di infrastrutture strategiche viarie o ferroviarie di preminente interesse nazionale delle quali è già stato riconosciuto il "concorrente" interesse regionale nell'intesa Regione/Stato dell'aprile 2003. Tra le principali infrastrutture che potranno beneficiare delle nuove norme vi sono innanzitutto Pedemontana, Brebemi e Tem (Tangenziale est esterna milanese).

Obiettivo della legge sono innanzitutto la riduzione e la certezza dei tempi delle procedure. Viene dunque introdotta la "regionalizzazione" dell'istruttoria e assicurati strumenti per superare l'eventuale inerzia di organi statali.
Sono previste infine forme di coordinamento stabili ed efficaci con gli enti locali interessati dalla realizzazione delle infrastrutture.

Leggi l'articolo uscito oggi sull'Eco

Via libera alla strada della Valcalepio

Leggi il comunicato stampa.

Comunicato stampa 16 aprile 2008

Grandi opere, ok alla legge taglia-tempi

Via libera della Commissione regionale territorio al progetto di legge che taglia i tempi delle grandi opere. Hanno votato a favore Forza Italia, Lega, An e Udc, astenuto il Pd, contrari Rifondazione e Italia dei Valori.
Un testo che introduce un modello di collaborazione (volontaria o meno) tra Stato e Regione, con quest'ultima che ottiene la possibilità di collaborare nella fase istruttoria delle opere sia per quanto riguarda la Valutazione d'impatto ambientale (Via) che per la formazione di proposte d'approvazione da inoltrare al Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica. In pratica due tra gli ostacoli più difficili da superare nell'iter autorizzativo delle grandi opere: se dopo il via libera della Commissione arriverà quello (scontato) dell'aula, il Pirellone potrà intervenire per evitare che l'eventuale inerzia dello Stato blocchi opere fondamentali come Brebemi, Tem e Pedemontana.
Soddisfatto il presidente (e relatore del pdl) della Commissione, Marcello Raimondi: «Una norma innovativa che attua il principio di sussidiarietà, applicandolo alle procedure di approvazione di infrastrutture fondamentali per la nostra regione. Si stabilisce, infatti, che su opere già previste nella legge obiettivo, la Regione possa subentrare e sostituirsi, se il Cipe o l'Ufficio di Via ministeriale non ottemperassero ai tempi già concordati». Vengono così trasferite a livello regionale le attività principali relative all'approvazione dei progetti e il Pirellone assume un ruolo simile ai ministeri delle Infrastrutture e dell'Ambiente. In assenza di intese tra le parti, il Pirellone potrà intervenire con provvedimenti volontari di fronte a reiterati e ingiustificati inadempimenti.
La Commissione ha inoltre approvato un emendamento dello stesso Raimondi che estende la disciplina delle concessioni delle infrastrutture ad interventi di carattere insediativo e territoriale, purché compensati da adeguate opere di mitigazione ambientale: «Un emendamento che governa in modo più organico le opere indotte dalla realizzazione di nuove infrastrutture e allo stesso tempo assicura alle collettività pari entità di verde attraverso opere di mitigazione ambientale».
Astenuto il Pd, posizione così spiegata da Stefano Tosi: «Condividiamo l'obiettivo della legge, ma voteremo a favore se saranno chiarite alcune incongruenze e se sarà assicurata l'armonizzazione con la legge nazionale, per evitare che un buon proposito finisca nella palude di eventuali contenziosi». Un rischio che l'assessore alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo vorrebbe evitare, proponendo un pdl al Parlamento per far si che questa norma sia accompagnata da una migliore definizione del quadro normativo nazionale.

Il nostro popolo ci affida una grande responsabilità

Dobbiamo guardare con gratitudine e condivisione ai bisogni di questa stragrande maggioranza di italiani che ha votato per noi. E’ il popolo delle famiglie, degli operai, dei piccoli imprenditori, delle casalinghe, dei pensionati che oggi, dopo due anni di scellerata gestione del governo Prodi, fa fatica ad arrivare a fine mese.
Il Governo nazionale raccoglierà questo impegno avviando una grande stagione di riforme, la prima delle quali deve essere l’attuazione del federalismo fiscale per il quale c’è già in Parlamento una proposta di legge bipartisan del Consiglio regionale della Regione Lombardia. In considerazione di questa netta vittoria tendiamo la mano all’opposizione perchè collabori a questa nuova stagione delle riforme necessarie al bene del Paese, esportando così a Roma l’esempio del Buon Governo della Regione Lombardia.
Ci auguriamo ora che Formigoni guidi questo processo, magari come presidente del Senato, per connotare anche con il tratto della sua persona questo passaggio epocale della nostra storia!

Non serve un'altra città alta fatta dai grattacieli

Non dobbiamo imitare Milano: critiche al progetto degli edifici da 15 piani nell'area Sace.

Leggi l'intervista a Marcello Raimondi pubblicata il 23 marzo su "L'Eco di Bergamo"

Ai nostri ragazzi mancano veri "maestri"

Voglio porre alla vostra attenzione il tema dell’educazione.

Con un gruppo di amici faccio una scuola “privata”…di mezzi, che noi preferiamo chiamare “scuola libera”. Lavoro a La Traccia di Calcinate, una scuola di quasi 900 alunni provenienti da 40 località della bergamasca, che frequentano le Elementari. Medie e i Licei. Nel mio lavoro quotidiano con i ragazzi e le loro famiglie mi accorgo ogni giorno sempre di più dell’emergenza educativa.

Un genitore, impresario edile, mi ha detto che uno dei suoi migliori muratori si licenziava perché alla sera ritornava dal lavoro stanco e non poteva più andare a divertirsi, per cui cambiava attività. …Qualcosa è cambiato nella mentalità, anche dei bergamaschi. Noi di solito diciamo:-vado a letto presto perché domani mi sveglio all’alba per andare al lavoro…”.

Nel mese di febbraio in particolare, ho incontrato decine di famiglie che chiedono l’iscrizione alla scuola ed è interessante ascoltare i loro vissuti:la preoccupazione per i figli riguardo alla scuola che non sa più nemmeno tenerli perché non sa più proporre loro qualcosa di interessante. Ad aggravare la situazione il numero crescente di alunni extracomunitari… Ma attenzione, il problema non sono gli extracomunitari;il loro arrivo fa solo scoppiare la situazione: il problema è la mancanza di una nostra proposta. Nella scuola ci sono insegnanti che sarebbero capaci e preparati se la scuola funzionasse, ma sono demotivati e avviliti perché sottovalutati dall’intera società.

Nella sala d’attesa dell’ambulatorio medico sento dire:- I giovani non hanno più valori!”. “no, signora, i giovani non hanno più maestri”. Questa è la tragedia.

Occorre considerare che la vera emergenza è quella educativa, la scuola va messa in tutti i programmi politici al primo posto, altrimenti non avremo più nemmeno bravi operai, perché non avremo più gente che cresce libera e perciò responsabile.

Occorre che venga realizzata la vera autonomia nella scuola e che gli insegnanti vengano considerati: raddoppiare lo stipendio e raddoppiare l’orario di lavoro, per esempio.

Oggi pomeriggio c’è stato il funerale del ragazzo di 17 anni morto con il motorino. Al pomeriggio precedente l’incidente era in oratorio e alla domanda del curato:”Se fosse l’ultimo giorno della tua vita come vorresti passarlo?” i ragazzi hanno scritto “in compagnia degli amici”…; lui, di sera, tornava dalla locanda. …

Cosa proponiamo ai nostri ragazzi? Hanno bisogno non di regole di cui abbiamo tappezzato le pareti della scuola e della strada… ma di adulti che fanno loro una proposta, che fanno loro compagnia. Ricordo sempre ai miei colleghi:- non importa come uno entra a scuola alle 8 di mattina, ma come esce alle 13. Cosa ha incontrato quel bambino, quel ragazzo? Chi e cosa ha visto di buono e di bello nelle pareti dell’aula in quelle ore di permanenza?”

Si possono mettere a tema nei programma elettorali sviluppo, economia, strade, infrastrutture ma senza persone “educate” non ci potrà essere futuro. Avanti così non troveremo nemmeno più chi fa il presidente del condominio…E’ l’educazione la risorsa, è nell’educazione il nostro impegno anche di politici.

La scuola è il luogo dove si impara la bellezza, la grandezza e la serietà della vita. E’il luogo dove un ragazzo è aiutato a capire chi è e dove va e che senso ha la realtà. Alla politica chiediamo riconoscimento e aiuto concreto perché chi ha ancora qualcosa da comunicare ai propri figli, lo possa fare. Ne va della salvezza del nostro popolo, della nostra terra.

Cordialmente buon lavoro.
Anna Serena Pirola